
[Questo era di gran lunga il ricordo più vivo e più importante nella memoria di Marco, che chiuse gli occhi e si concentrò per riviverlo il più intensamente possibile]
Jezebel si sentiva pronta e finalmente in pace con se stessa e con il mondo intero, si concesse alcuni minuti per osservare la stanza dove lei e le altre novizie attendevano la cerimonia di iniziazione, era un’ampio locale completamente vuoto e disadorno dedicato esclusivamente ad anticamera per l’accesso alla enorme scalinata che dalla sommità del tempio, completamente in marmo bianco, arrivava fino al suolo, l’ubicazione ed orientazione della scalinata era stata scelta con cura, fronteggiava il sacro fiume dal lato Est e ne era separata da un’ampio terreno pianeggiante che per l’occasione era gremito di folla, nell’ora della cerimonia c’era una straordinaria visibilità in ogni punto da e verso il tempio, in modo che sia le autorità nei palchi laterali che ogni spettatore nella piana potessero vedere e sentire agevolmente anche a centinaia di metri.
Jezebel, come le altre novizie era completamente nuda e depilata, a simboleggiare la loro “rinascita” ed il loro ingresso nella comunità…un po' come dei neonati quando vengono al mondo, nella parte centrale della cerimonia ogni novizia doveva arrivare nel punto più alto del tempio e, a braccia aperte, “abbracciando” idealmente l’intera folla, recitare il giuramento di devozione alla comunità ed all’ordine sacerdotale.
L’ordine di presentazione delle novizie aveva complesse regole, l’unico chiaro criterio era che Jezebel, in quanto “mezzosangue”, era necessariamente relegata in ultima posizione, quindi quando la guardia le annunciò il suo turno era rimasta completamente da sola in quella stanza enorme.
Jezebel sorrise alla guardia e si precipitò, quasi correndo, sull’apice della scalinata, apri le mani e sorrise illuminando tutti.
Il panorama era mozzafiato, c’era praticamente l’intera popolazione schierata, e ciò nonostante regnava un silenzio tombale, una raggiante jezebel recitò la formula del giuramento con enfasi e poi stupì tutti sfruttando una regola cerimoniale facoltativa e poco usata dalle novizie, che consisteva nell’aggiungere poche parole per definire se stesse ed il ruolo (ambito) nella comunità: “sono stata mandata per servire tutti voi, o mio adorato popolo, e sarà il mio più grande piacere adempiere al mio destino…Io vi AMO, la mia vita è VOSTRA, la dedico a TUTTI VOI”.
Il silenzio assordante e la palpabile perplessità di gran parte delle autorità presenti furono annichiliti dal boato della folla, l’intera popolazione si era messa in piedi a braccia aperte e salutava, inneggiava a gran voce in direzione di Jezebel, che per tutta risposta rideva, piangeva di gioia …e…. BALLAVA.