
Cinzia stava per coricarsi quando “quello” era apparso, come al solito era dispiaciuta e depressa, era stufa di quelle percezioni, stufa di quei messaggi da recapitare, stufa di essere coinvolta in quelle situazioni che la distraevano inesorabilmente dalla vita “normale” che inseguiva.
Cinzia contemplò per un attimo quella apparizione dominando il panico, una breve risatina o meglio un ghigno mentre pensava a quello che diceva la sua amica medium o quel matto del suo amico Marco, non le importava che fosse un “dono”…Lei non voleva nessun dono, dannazione!
E poi QUELLA APPARIZIONE…quello era troppo anche per i suoi “standard”.
Davanti a se, nell’intimità della sua camera, c’era un cadavere in avanzato stato di decomposizione, completamente calvo, con sia il volto che il corpo deformato in modo orribile, putrefatto.
Cinzia manteneva il silenzio, alle volte le apparizioni se ne andavano da sole, ma quello no…non parlava ma non se andava, Cinzia decise di sedersi e di guardare per terra, osservandolo solo con rapide occhiate, senza mai incrociare gli occhi quello-che-rimaneva di uno sguardo….ammesso che si possa parlare di sguardo in due cavità oscenamente prive di occhi.
Quel corpo sembrava limitato spazialmente, come fosse contenuto all’interno di una stanza, una macchina…forse semplicemente una tomba?..Cinzia non riusciva a capirlo ma c’era un particolare che saltava agli occhio: il braccio sinistro…l’unica parte ancora “sana” di quel corpo deformato: era ben visibile una siringa conficcata.
Cinzia percepì una vergognosa, pulsante soddisfazione quando si era resa conto di quel particolare..e immediatamente dopo udì chiara una voce…un nome, un cognome.
L’apparizione finalmente scomparve, Cinzia si rassegnò a contattare la persona chiamata anche se si era ripromessa di non farlo più.
Cinzia glissò sulla richiesta di informazioni di suo marito, questa volta proprio non poteva rivelargli i dettagli di quella visione che si era manifestata disturbando la sua famiglia con i soliti fenomeni di poltergeist…eppoi questa volta non capiva nemmeno lei…chissà chi era quello lì…e chissà perché diavolo aveva pronunciato inequivocabilmente il nome e cognome di quel matto di Marco.
Già…Marco…ancora lui e ancora casini….che palle!
L’indomani mattina Cinzia fece mente locale sulla apparizione, prese il messenger e sbloccò l’account del matto…un sospiro…poi si ressegnò a messaggiare e rispondere a domande che non capiva….che palle….che palle che palle!
L’unica fortuna fu che di apparizioni di quella cosa oscena ne furono necessarie solo due….comunque troppe…era stanca…stanca di tutto…anche di quel matto di cui si era innamorata da giovane…ma tu pensa…una cotta da adolescente durante l’estate…e…fottuta per i successivi 40 anni!.