
(si prega il lettore già “eccessivamente” impressionato dalla lettura degli altri post/paragrafi di questa serie, di desistere dalla lettura di QUESTO post/paragrafo)
Come spiegato nel post/paragrafo relativo alla affettività nel Dark World, nel caso di crack/cocaina, i rapporti sessuali tra pusher e tossicodipendenti sono lo standard di fatto, non ho conosciuto nessuna ragazza o donna tossicodipendente che non usasse il sesso come materia di scambio con il proprio pusher.
Intendo che, raggiunti certi “volumi di vendita” il pagamento “ibrido” in soldi e favori sessuali è dato per scontato, al punto che in almeno un caso ho potuto constatare il mantenimento di questa modalità anche nel caso in cui, oltre che sgradita, non sia più necessaria da parte della ragazza che me lo ha testimoniato, in pratica diventa una questione “identitaria” o di “appartenenza” all’ambiente, o ancora di “sicurezza” da parte della ragazza/donna di mantenere una “fornitura” stabile.
Per questa ragione, in tutti i casi raccontati ed in qualsiasi situazione simile, il lettore può dare per scontato che la “suocera” ed il “genero” abbiano avuto rapporti sessuali, con probabilità/frequenza direttamente proporzionale ai quantitativi di droga transitati che, data la “familiarità” acquisita dal pusher, non è mai di lieve entità.
Di Più: Essendo la droga considerata indispensabile, le abitudini dure a morire e la affettività caratteristica dell’ambiente molto confusa/promiscua, c’è una elevatissima probabilità che la sostanza dei rapporti tra “suocera” e “genero” non cambi anche dopo che la “lieta unione” tra i due piccioncini è già avvenuta.
SI CERTO, bisogna evitare che la “nuora” si insospettisca e/o ingelosisca, è probabilmente necessario ridurre la frequenza degli eventi, e sicuramente non bisogna dare nell’occhio … ma … sono tutte cose risolvibili, vi pare?