
Ricordo ancora quando ho provocato Miriam chiamandola “femena” la prima volta, abbiamo riso a crepapelle ricordando la terribile sub-cultura che entrambi ben conoscevamo.
Eravamo nel mio appartamento, e lei mi stava aiutando come succedeva abitualmente in quel periodo, ero all’apice della mia assuefazione da Crack e Lei era intenta nel mettere un po' di ordine in quel letamaio in cui si avevo trasformato la mia casa.
Le ho detto qualcosa tipo:
“ou femena … movite, lavora” Traduzione: “hei femmina, muoviti, lavora”
e Lei mi ha risposto ridendo:
“brutto mona, cossa ti disi xo drio far?” Traduzione: “Deficiente1, cosa pensi che stia facendo?”
Siamo stati felici quel giorno, eravamo riusciti per un attimo ad esorcizzare i mostri che entrambi ci portavamo dentro … ma per me era molto più facile, io ero stato uno spettatore, un testimone di quel mondo maschilista, Miriam ci era cresciuta e ne era stata educata … e come Donna!
1 Libera traduzione di “mona” nel contesto