
Ho avuto una vita molto intensa, ho girato mezzo mondo, ho conosciuto molte persone, alcune con doti non comuni, altre che non esiterei a definire straordinarie, ma nessuno che mi senta onestamente possa rivaleggiare con la persona che in questo libro e negli altri miei scritti ho chiamato Miriam!
Questo libro/serie_di_post è innanzitutto un atto di amore e di ammirazione nei suoi confronti, anche quando racconto i suoi lati più controversi o dei comportamenti molto discutibili.
Un altro punto fondamentale, e molto personale, è l’influenza che Miriam ha avuto nella mia vita, esiste un me stesso “prima” ed un me stesso “dopo” di Lei, in questa sede è troppo complesso descrivere il perché ma, prego il lettore di credermi, lo scrittore che oggi redige questo testo non sarebbe probabilmente mai nato se non la avessi incontrata.
Inoltre grazie a Lei ho acquisito capacità e skill che sono vitali nella mia nuova vita e nella mia vocazione di aiuto alle persone.
Ci sono altre due questioni, molto più importanti e di interesse più generale:
Miriam rappresenta un impareggiabile modello di leader di quello che in altri scritti definisco “Mondo Oscuro”, intendo la comunità di persone che compone il mondo della tossicodipendenza e dello spaccio di droga.
Nella mia comprensione di quel “mondo oscuro” Miriam ha avuto la stessa importanza che ha la stele di rosetta nella comprensione dei geroglifici egizi. Grazie a Lei è possibile “decodificare” un intero universo, con le sue dinamiche affettive e sociali, la sua sub-cultura, le sue credenze, le sue usanze, ed è possibile comprendere comportamenti e fatti altrimenti difficilmente spiegabili o semplicemente incomprensibili.
Infine, ed è la cosa più importante: Seppur non esente da ombre, Miriam rappresenta un incredibile esempio di reale emancipazione femminile, tutta la sua vita, la sua stessa esistenza rappresenta un schiaffo in faccia all’idea stessa di patriarcato, certo, nella sua vita è dovuta scendere a compromessi, ha subito molestie, violenze ed umiliazioni di ogni genere, ma come chiarisco nel seguito, alla fine è Lei che ne è sempre uscita vittoriosa e a testa alta!
Raccontando Miriam e la sua vita non ho omesso né le sue debolezze né i lati più controversi, non ho negato né offuscato i suoi evidenti problemi, primo fra tutti la resiliente dipendenza da droghe pesanti, il lettore è pertanto libero di prendere la seguente come una mia personalissima opinione:
Se questo fosse un mondo migliore, ed esistesse un museo dedicato alle donne che hanno lottato per una reale emancipazione femminile1 o che la hanno rappresentata ed incarnata con la loro vita, ritengo che il ritratto di Miriam meriterebbe di essere messo nella “hall of fame”.
1 Qualcosa tipo la “National Women's Hall of Fame” di new york ma meno “anglocentrico”