MARCO FORNARO 

Marco Fornaro

Sono un ingegnere, un ipnotista, un coach, un intellettuale, ma soprattutto sono una persona che ha sempre vissuto molto intensamente

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Benvenuti all’Inferno - Il mio amato Oliver

2026-06-21 14:22

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LETTERATURA, LE_MIE_STORIE, PAA (Protocolli Anti Assuefazioni), IL MONDO OSCURO, BENVENUTI_ALL_INFERNO,

Benvenuti all’Inferno - Il mio amato Oliver

La mia unica “stella polare” ... si chiama Oliver Sachs

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Navigare in territori inesplorati è faticoso, si cercano costantemente dei riferimenti, delle “stelle polari” che possano guidarci, e, se non indicarci il percorso, almeno confortarci al riguardo della DIREZIONE da prendere.

La mia unica “stella polare”, almeno da un punto di vista teorico, si chiama Oliver Sachs.

Si tratta di un neurologo britannico e professore universitario, forse maggiormente noto al pubblico per il suo libro “Risvegli” (1979) seguito da una straordinaria realizzazione cinematografica del 1990, meravigliosamente interpretata da Robin Williams.

L’approccio di Oliver Sachs è ancora oggi considerato “controverso” e il suo lavoro “non è stato esente da aspre critiche, provenienti sia dalla comunità scientifica sia dall'esterno”1.

La ragione della mia simpatia per Oliver è dovuta esattamente al punto più controverso della sua esperienza: L’utilizzo di Droghe e farmaci con effetti diretti neurologici e psicoattivi su se stesso, alla ricerca di indicazioni terapeutiche di utilizzo generale.

Mi sono immediatamente identificato in Sachs: Lui sperimentava su se stesso ogni sorta di Droga/Medicinale per capirne a fondo gli effetti, io ho scelto di fare la stessa cosa con le Droghe attualmente più utilizzate e giudicate pericolose in quanto assuefanti proprio per trovarne i punti deboli e guidare le persone in un percorso di deassuefazione/recupero/reintegrazione.

Di più: Oliver Sachs soffriva lui stesso di disturbi neurologici, era affetto da prosopagnosia2, e successivamente da perdita della visione binoculare a causa di un tumore, e non solo non faceva mistero delle sue patologie, ma amava discuterne, persino in pèubblico o addirittura durante le interviste.

Anche questo mi fa sentire una profonda analogia con il lavoro di Sachs: Lui non si vergognava delle proprie patologie ed in generale dei propri difetti: Ci lavorava sopra con grande energia ed in modo logico/scientifico, e rendeva pubblica qualsiasi informazione che potesse in qualche modo essere di interesse generale.

Questo è precisamente l’approccio che personalmente raccomando con persone affette da Tossicodipendenza, anche in considerazione delle ulteriori “patologie” presenti, dovrebbero essere responsabilizzati, non colpevolizzati. 


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1 Vedasi Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Oliver_Sacks

2 https://it.wikipedia.org/wiki/Prosopagnosia
 

Professional World changer @ non mi importa dei diritti legali, ma faccio causa ai bugiardi 

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