
Non ho una datazione precisa per il ritorno in grande stile della Mafia qui nell’area … ma deve essere accaduto attorno alla seconda metà degli anni ‘90, poco dopo il “pentimento” di Maniero e la ecatombe immediatamente successiva dei suoi collaboratori/sodali/luogotenenti.
Quella che appare è una mafia completamente diversa, che non ha nulla di locale, e ben poco di Italiano, qui come a livello internazionale domina la mafia Albanese.
Gli echi del suo arrivo risuonano forti a tutt’oggi, entrano in punta di piedi, non vogliono casini di alcun genere, non hanno bisogno di competere con nessuno perché quello che rimane è uno sgualcito tessuto composto di balordi tossicodipendenti senza alcuna reale capacità militare.
Potrebbero prendersi tutto senza fare sconti ma non lo fanno per scelta ,,, perché sono qui per restare e non vogliono disordine nella loro nuova casa: Parlano con i principali balordi locali e gli fanno un discorso molto chiaro che suona più o meno così: “tu continua a fare quello vuoi ma non pestarci i piedi, se vuoi qualcosa (qualsiasi cosa) te la possiamo procurare noi a rischio zero e basso costo, ti chiediamo solo di non fare il furbo … e credici, ... è nel tuo stesso interesse!”
La cosa funziona, nessuno dei balordi locali osa fiatare, i pochi che hanno qualche contatto con le mafie Italiane scoprono presto che i nuovi arrivati sono “autorizzati” a colonizzare il territorio ed hanno tutte le risorse per farlo, compreso copertura da parte delle forze dell’ordine locali … Fine della storia … è il ritorno ad un nuovo “business as usual”, gestito con ordine … una specie di “pugno di ferro in guanto di velluto”.
Si, certo, i guai ogni tanto succedono, ad esempio puoi avere uno dei “tuoi” che fa occasionalmente casini, puoi avere un “boss” che perde il controllo a furia di coca, puoi persino avere un’altra “gang” Albanese che viene, non invitata, a visitare il territorio… ma anche in questi rari casi hanno saputo muoversi bene, agendo senza farsi troppo notare ma “risolvendo” il problema.