
Felice Maniero cambia tutto, e nello spazio di un solo decennio o poco più, quella che era una banda di disperati/banditi diventa una vera organizzazione mafiosa, che affianca i tradizionali “colpi”, condotti questa volta a obiettivi molto più lucrosi (orafi prevalentemente) al monopolio nel nord-est del dilagante traffico di droga, soprattutto Eroina … ma soprattutto … è VERA MAFIA un'organizzazione “riconosciuta” dalle altre mafie nazionali, che può vantare contatti internazionali DIRETTI per il traffico di droga e armi, che non teme niente e nessuno in quanto a forza militare, che può permettersi i costi della corruzione … pressoché di chiunque sia corruttibile.
L’ascesa è spettacolare, quando Maniero è adolescente siamo alla fine degli anni ‘70, quando subisce il primo arresto nel 1980, è già una leggenda, i furti di formaggio grana sono già archeologia criminale … E … il suo è il cambiamento della struttura criminale nell’intera regione! … MEGLIO: LUI E’ IL CAMBIAMENTO CRIMINALE NEL VENETO!
Nessun criminale, NESSUNO può permettersi di fare qualcosa di illegale in Veneto in quegli anni senza la sua approvazione, Maniero controlla TUTTO, e ad alcune persone delega pezzi interi di territorio, per la provincia di Treviso, dove risiedo attualmente, il “delegato” si chiama Silvano Maritan,
Qualche ricordo personale:
1) Silvano Maritan, per vari anni tiene come “donna di servizio” una persona per me molto speciale, che ho descritto in un libro a parte dal titolo “Miriam si sveglia a mezzogiorno”, Miriam in quegli anni lavora per la banda (si vanta di esserne stata il membro più giovane), la mandano addirittura in Sicilia per un po' di tempo, e grazie a quegli anni ha ancora contatti con le altre mafie.
Considero Miriam una vittima della droga, che è riuscita a liberarsi da sola dall’Eroina, solamente per ripiombare nella dipendenza, questa volta da Crack, anche Lei è per me una vittima, almeno indirettamente, di Maniero.
2) Nel ‘90, poco prima che mi laureassi a Padova, il tentativo di un “colpo” della banda Maniero ad un furgone portavalori lungo la linea ferroviaria che collega Venezia e Padova, provoca la morte di una giovane studentessa, Cristina Pavesi. Anche io ero uno studente pendolare … prendevo quasi giornalmente treni in quel tratto … avrei potuto ben esserci anche io quel giorno, e mi ricordo bene l’effetto psicologico collettivo … improvvisamente nessuno si sentiva più al sicuro!
3) Nel ‘94, poco dopo Laurea e Servizio Militare, incontro un vecchio amico … che dopo pochi mesi morirà di overdose come tante altre vittime di quegli anni, imputabili a Maniero ed alla sua gang/mafia, a lui ho dedicato una lettera che ho messo nell’appendice di questo libro.