
I SUICIDI sono un enorme problema…SOPRATTUTTO PER CHI RIMANE!. Infatti c’è una intera letteratura su questo tragico argomento che invito i lettori più interessati ad approfondire…come punto di partenza è sufficiente una semplice ricerca su internet, suggerisco di usare un termine del tipo “sopravvissuti al suicidio”, sarà semplice rendersi conto di quanto sia traumatico un simile evento per l’intera famiglia, o come in questo caso LE famiglie coinvolte, e la comunità di amici più stretti.
Ma Mirko non si era “solamente” suicidato, la sua lettera di addio, indirizzata SOLAMENTE a Miriam è lunga ben 10 pagine, Io ho avuto l’opportunità di esaminarla, leggerne una parte assieme a Miriam (che ancora la rileggeva a distanza di vari anni), e successivamente pensarci a fondo da solo e il più possibile a mente fredda.
Ho tentato di aiutare Miriam nei suoi sensi di colpa, ma non è stato semplice: quella lettera è un preciso atto di accusa nei suoi confronti, ed ha purtroppo sortito l’effetto desiderato!
Come ho già accennato, sin dall’inizio Mirko pretendeva una relazione “normale”, basata sulla convivenza e la condivisione…persino dell’attività lavorativa in cui cercava invano di coinvolgerla (e apparentemente era proprio questo che Miriam NON voleva), ma NON SOLO: La frase di Mirko che Miriam ricorda maggiormente è “ti insegnerò un modo diverso di amare”, cioè non solamente voleva la dedizione di una moglie/compagna…voleva cambiare Miriam…e nella parte più profonda immaginabile in un essere umano, il suo modo di amare!
Ci ho pensato a lungo, anche quando, molti mesi dopo, Miriam ha cominciato ad assumere comportamenti inaccettabili (e non solo verso di me), e sono giunto alla conclusione che la crudeltà di quella lettera sia completamente arbitraria ed immeritata!
DI PIU’: Credo che il suicidio di Mirko e la sua lettera potrebbero essere stati il vero “punto di svolta”, IN NEGATIVO, della Vita di Miriam, lo shock da cui non è stata più in grado di riprendersi.
Infatti, nonostante la sfortunata scelta del marito e i numerosi anni di sofferenza, Miriam era riuscita a riscattarsi, a trasformarsi da “tossica di merda” in madre capace di sostenere sulle proprie spalle il peso dell’intera famiglia.
Come vedremo nelle parti successive (E, GIURO, LO DICO SPERANDO CHE UN GIORNO I FATTI MI DIANO TORTO) da qui in poi le cose vanno di male in peggio.
C’è un ultimo particolare che trovo profondamente inquietante in questa vicenda: accanto al ritratto di Mirko, c’è un unico ricordo di un altro uomo: è una foto del Padre di Miriam!
Credo di essere l’unico ad aver notato la cosa, ma per me ha un chiaro e sconvolgente significato: nella mente di Miriam qualunque cosa di “positivo” possa esserci del mondo maschile è stato messo definitivamente sottoterra!