
Ho avuto l’opportunità di parlare a lungo con TUTTI i tossicodipendenti di lungo periodo nell’area in cui vivo, persone rimaste assuefatte a droghe pesanti per decenni, spesso sopravvissute alla assuefazione da eroina/oppiacei prima di sviluppare dipendenza verso cocaina/crack, persone molto rare, in grado di paragonare non solo gli effetti a breve o le modalità con cui ciascuna droga genera assuefazione, ma anche le sottili differenze psicologiche a lungo termine, quei “segnali deboli” in mezzo ad una tempesta, che solo un uso prolungato nel tempo può far percepire pienamente.
Tutte queste persone, nonostante tra loro ci siano enormi differenze nella psicologia e nel vissuto, mi hanno detto la stessa cosa, confermando una frase proferita da uno di loro e che ben sintetizza il concetto, la riporto di seguito, con modifiche minime: “quando mi facevo di eroina la mia vita ne era distrutta e rischiavo la pelle per il rischio di overdose MA …ERO SEMPRE IO, con il crack forse non rischio di morire, MA SONO UN’ALTRA PERSONA, RAGIONO CON UN’ALTRA TESTA”.
Sono assolutamente d’accordo con questa affermazione e ne ho verificato la veridicità in numerose persone compreso il sottoscritto, rifacendomi ad un fumetto e serie cinematografica farò una analogia che a mio parere ne spiega bene il messaggio di fondo, l’essenza della frase e delle testimonianze da me raccolte: Nella saga Marvel degli X-Men si ipotizza che i geni responsabili della nostra evoluzione possano essere stimolati, causalmente o intenzionalmente, generando in ciascun individuo una anticipata mutazione verso un altro stadio evolutivo.
Siccome la evoluzione è un meccanismo che procede per tentativi, ciascun essere umano evolve in modo diverso, verso una “specie” diversa, quindi ad esempio qualcuno diventa superforte, a qualcun spuntano delle ali e vola, altri assumono poteri psichici potentissimi, altri si rigenerano in modo rapidissimo e possono guarire da ferite mortali in pochi secondi, insomma su ciascun essere umano avviene una mutazione diversa e non prevedibile prima di “azionare” la mutazione.
ECCO, se si assumono derivati della foglia di coca, e particolarmente nel caso del crack, succede qualcosa di simile relativamente alla psicologia della persona: ognuno “cambia” psicologia in modo differente, e non c’è nessun modo di capire a priori la natura del cambiamento.
Si certo, alcuni effetti sono molto comuni, la cocaina sniffata tende nella maggior parte dei casi a dare una sorta di “senso di onnipotenza” che spesso si traduce in una aumentata aggressività, mentre lo stato di piacere raggiunto tende a rendere “inerti”, intendo sostanzialmente indifferenti, anche quando attorno a noi accadono cose molto gravi/spiacevoli...MA IL PUNTO FONDAMENTALE è che SI DIVENTA letteralmente QUALCUN ALTRO, è come se una versione “alternativa” di noi stessi, spuntata dal nulla, si manifestasse e prendesse il controllo, spesso senza che nemmeno ci si renda conto!
Sotto l’effetto di cocaina/crack si valutano i fatti/circostanze/memorie in modo molto differente, si notano aspetti e/o sfumature che prima erano invisibili/ignoti ed in generale il nostro giudizio viene sensibilmente modificato, ed il modo in cui questo avviene è individuale ed assolutamente imprevedibile a priori.
Ho raggiunto la convinzione che l’uso di cocaina e/o crack inducano una sorta di sdoppiamento della personalità (più propriamente D.I.D., Disturbo Dissociativo dell'Identità), la prima volta che ho osservato e descritto questa comportamento è stato con una persona per me molto speciale, che ho chiamato Miriam nel libro a lei dedicato, ne riporto di seguito il link al relativo capitolo:
Inizialmente pensavo che fosse semplicemente uno degli effetti immediati dell’assunzione di droga destinato, a scomparire assieme al suo smaltimento, ma oggi il mio timore è che, con l’uso intenso/prolungato tale effetto tenda a diventare stabile e permanere anche quando la droga non viene viene più assunta.
La cosa affascinante, e maggiormente dolorosa per il sottoscritto nel rapporto personale con Miriam, è che le due (o più) personalità tendono a COESISTERE STABILMENTE, come se dentro lo stesso corpo, a prescindere dai comportamenti del momento, le due personalità fossero SEMPRE presenti, ciascuna con una propria valutazione e giudizio, con la conseguenza di rendere intrinsecamente “inaffidabile” sia la persona che i rapporti da essa intrattenuti con il resto della comunità.