
[dopo la pausa Marco tirò il fiato, era il momento di rivivere la parte più triste ma fondamentale di quella memorabile vita che tanto aveva influenza sulla sua, era necessaria la massima concentrazione a dispetto del dolore, per cogliere ogni particolare che gli sarebbe stato concesso di percepire]
Il disastro partì, come spesso accade, da qualcosa di banale, per non dire patetico.
Jezebel cominciò a frequentare un giovane e bellissimo ragazzo di nome Roh, che era giudicato il più promettente sacerdote dell’ordine, inizialmente Jezebel intendeva confutare le crescente convinzione della comunità religiosa a riguardo della impredicibilità delle abilità sacerdotali, la sua intenzione era di “smontare” quella giovane stella nascente.
Era invece sin da subito rimasta colpita del suo talento, aveva preso a convocare ricorrentemente Roh assegnandogli compiti sempre più difficili per saggiarne le abilità ed i progressi, infine la sua frustrazione per quella evidente contraddizione vivente di tutte le sue teorie e convinzioni aveva lasciato il posto ad un amore tanto più intenso quanto inconsueto e sconveniente che, come suo solito, non aveva esitato a palesare, e non solo al diretto interessato.
Roh aveva sin dall’inizio evitato di raccogliere le “avance”, e questo faceva crescere la frustrazione e la bramosia di Jezebel, finché, ad una domanda diretta sul perché del suo rifiuto, Roh aveva ammesso di essere legato sentimentalmente ad un’altra donna.
Fu un colpo terribile per Jezebel, non si era MAI sentita rifiutata da nessuno, men che meno dagli uomini, e fu sorprendente quanto doloroso scoprire chi fosse la sua “rivale”, si trattava della sua discepola prediletta, Sheila1.
Sheila non era una semplice novizia, sin dall’inizio aveva dimostrato doti sorprendenti e grande dedizione allo studio, era considerata l’unica veramente in grado di raccogliere l’eredità di Jezebel, le due avevano stabilito un rapporto profondo e di reciproco affetto, passavano molto tempo assieme, e Sheila era l’unica a cui Jezebel concedesse di esserle vicina nei sempre più frequenti momenti di sconforto ed abbandono.
Ma Jezebel non era più la stessa, e l’umiliazione di sentirsi rifiutata come donna per la prima volta nella sua vita le fece perdere il controllo.
Dapprima si chiuse in se stessa, poi divenne ossessionata dalla possibile applicazione della sua magia come potenziale arma, nonostante lo avesse negato persino ai più alti livelli della classe dirigente, aveva sempre sospettato che, usandone bene i principi, così come era possibile convincere degli agenti patogeni a desistere dall’infierire su un organismo, era teoricamente possibile farglielo attaccare, o persino convincere un organismo ad autodistruggersi, era tutta una questione di “motivazione” e di abilità nell’elaborare gli incantesimi.
Furono necessarie alcune settimane per elaborare i nuovi incantesimi lesivi, e altrettante per testarli su organismi più semplici di quello umano (fase che provocò una strana moria di animali domestici).
Infine una notte, in preda alla gelosia e completamente ubriaca, utilizzò tutte le sue conoscenze ed il suo genio per sviluppare un incantesimo che producesse effetti simili a quelli della pandemia, lo lanciò a distanza su Sheila e ne provocò la morte.
1 Preciso che Sheila è l’unico nome che è emerso nelle mie ipnosi, ed è sicuramente incoerente ai tempi ed alla locazione geografica, ritengo si tratti del suo nome di anima