
Con rare eccezioni, pensò Marco, il destino inesorabile di chi è stato un grande sin da giovane è di subire le frustrazioni della vita in tarda età, quando la mancanza di flessibilità, prospettiva e di fantasia le rende più dolorose e dense di conseguenze.
Purtroppo Jezebel non fece eccezione a questa terribile regola.
Con l’andare degli anni, mano a mano che il suo potere cresceva, Jezebel si fece sempre meno curiosa, brillante ed innovativa, mentre di pari passo cresceva il suo bisogno di distrazione e “svago”.
La solitudine che le aveva permesso di studiare e dotarsi delle sue straordinarie capacità divenne cronica, portando un pesante e crescente fardello di tristezza.
Non si era mai sposata, non aveva mai voluto darsi il conforto di una famiglia per meglio dedicarsi alla sua missione, ma così facendo aveva reso arida la sua vita, e questa consapevolezza giungeva quando non era più possibile porre rimedio a tale infausta scelta.
La madre di Jezebel era venuta prematuramente a mancare, era rimasto il padre, sempre più taciturno ed evidentemente preoccupato per la piega che stava prendendo la vita di Jezebel.
Anche la sua bellezza era stata portata via dal tempo, lo specchio le restituiva sempre più l’immagine di una donna invecchiata male e trascurata, esageratamente magra, la cui pelle si ricopriva inesorabilmente di rughe ed imperfezioni.
Le sue libere abitudini sessuali e la differenza di età sempre più marcata con i suoi occasionali partner erano oramai oggetto di battute da taverna, che venivano sempre più spesso proferite anche nei sacri templi.
Infine l’erba di cui aveva imparato le stupefacenti proprietà nei libri antichi, e che veniva di tanto in tanto usata nei rituali, divenne una compagna quotidiana, al punto che se ne fece costruire un vivaio personale, e poteva andarsene in giro sconclusionata e confusa per giornate intere, ignorando le crescenti incombenze che il suo ruolo reclamava.
A completare il tutto, una parte delle sue teorie erano state confutate dalla pratica resa possibile proprio dalla sua stessa, vigorosa attività innovativa: in particolare il suo accento sul matriarcato nell’ordine sacerdotale era stato dimostrabilmente reso obsoleto: si era scoperto che i sacerdoti maschi non erano intrinsecamente più deboli nel padroneggiare gli incantesimi, che si trattava casomai di un differente ciclo di sviluppo dei poteri evocativi: le donne tendevano ad essere più precoci ed avevano bisogno di minor pratica per arrivare a maturazione, ma non necessariamente erano le le più potenti nel padroneggiare gli incantesimi una volta ultimato l’addestramento e lo sviluppo, la forza “finale” raggiunta da un sacerdote era rimasta non predicibile, né collegabile ad alcuna caratteristica fisica o psicologica...in altre parole la reale capacità di sviluppo delle qualità magiche era rimasta una questione avvolta nel mistero.
Anche dal lato sociale non andava meglio: Jezebel aveva con successo introdotto enormi innovazioni, ma alla fine la tradizione storica e le secolari abitudini erano tornate a prevalere, le oligarchie ed i privilegi esistevano ancora ed in alcuni casi si rafforzavano, la disponibilità di conoscenza era semplicemente ignorata dai più, lo studio di nuovi metodi di produzione dei beni, soprattutto in agricoltura, si era di fatto arenato, e persino le nuove figure femminili nell’esercito e nella classi dirigenti, rese possibili grazie all’opera di Jezebel erano rimaste in numero sostanzialmente irrilevante, considerate delle “eccezioni” erano spesso più tollerate che amate.
[Marco interruppe per un attimo la sua meditazione/ipnosi...cominciava a sentire un crescente imbarazzo e dolore e, avendo già visto l’epilogo di quella vita che adesso si apprestava a rivivere/rievocare, trovò indispensabile un po' di riposo]