
Facendo riferimento alla situazione legislativa in Italia una implementazione di tali principi potrebbe essere la seguente:
1) Vendita di stupefacenti di provenienza esclusivamente del monopolio statale, nelle farmacie e dietro presentazione di tessera sanitaria (codice fiscale).
2) Tracciamento mediante codice fiscale di chi fa uso di stupefacenti, con segnalazione ed attivazione dei servizi sociali per chi supera determinate soglie, ed azioni poste in essere proporzionali alla assuefazione raggiunta ed al rischio di problemi per la salute dei soggetti coinvolti, dal semplice colloquio con un assistente sociale e/o psicologo fino al Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO).
Per fare un esempio e facendo riferimento al caso di utilizzatori abituali: L’acquisto di una dose (0.5 gr) di cocaina a settimana, e magari in prossimità del fine settimana, indica a mio avviso una situazione in cui l’utilizzatore mantiene il controllo di se stesso, se invece gli acquisti sono giornalieri, con picchi di quantità superiori al grammo, e magari distribuiti in ogni fascia oraria della giornata, si è evidentemente in presenza di un palese caso di assuefazione con elevato rischio per la salute.
La risposta dei servizi sociali dovrebbe a mio avviso essere proporzionata e pertanto radicalmente diversa nelle due situazioni sopradescritte.