
La capacità di assuefazione di una sostanza (o di qualsiasi altra cosa) è dovuta principalmente a due fattori:
1) L’intensità del piacere/gratificazione che ricaviamo dal suo utilizzo e
2) La frequenza con cui proviamo il desiderio di assumerla
Mentre il primo punto è semplice, addirittura banale, il secondo fattore, che è a mio avviso DOMINANTE ed ho battezzato “effetto cigliegina”1, merita un’ulteriore riflessione.
Il Crack deve la sua capacità assuefante alla modalità di assunzione, fatta di inspirazioni successive, che danno un piacere molto intenso ma, essendo rapidamente smaltite dall’organismo, fanno venire il desiderio di una continua assunzione della sostanza.
Un riferimento letterario di vecchia data di questo fattore assuefante si trova nel romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”, dove Oscar Wilde fa dire al personaggio di Lord Henry Wotton: “La sigaretta è il modello perfetto di un piacere perfetto: è squisita e ti lascia insoddisfatto. Che cosa si può volere di più? ”.
Invito la lettrice/lettore a riflettere su questo punto e provare ad immaginare le gigantesche quantità di crack che possono venire assunte da un tossicodipendente in pieno “effetto cigliegina” … E … per rendere meglio il risultato complessivo ecco un aneddoto realmente accaduto e narratomi da un capomafia locale: In meno di due giorni tre tossicodipendenti sono riusciti a consumare qualcosa come 31 grammi di Cocaina in forma di Crack! Il lettore consideri che 0,5 gr di Cocaina sono considerati sufficienti anche ad un utilizzatore abituale per più di una giornata e, nel caso dell’Eroina, 2 gr sono considerati una dose letale!
1 Pensando alle cigliege, che essendo “legate” l’una all’altra invitano ad assumerne una seconda dopo aver mangiato la prima, il proverbio dice: “l’una tira l’altra”.