MARCO FORNARO

Marco Fornaro

I am an engineer, a hypnotist, a coach, an intellectual, but above all I am a person who has always lived very intensely

PLEASE FEEL FREE TO CONTACT ME:

+353-85-7413235 (WHATSAPP)

marco.fornaro@gmail.com


La Titana - Ida Marsilia - Parte 3

2026-06-13 15:14

Marco Fornaro

LITERATURE, MY_STORIES, MyFamilyTales,

La Titana - Ida Marsilia - Parte 3

La storia in breve … di Ida Marsilia ...

25_aprile_1945_ida_marsilia.jpeg

Indice

 

NO, nessuna di quelle strade faceva per Lei, decise di intraprendere il percorso più umile e faticoso, reso possibile solamente da un artigianato tipico del posto: i merletti. All’epoca infatti l’artigianato dei merletti1 era considerato una “perla” locale, dotato di una tradizione di almeno 5 secoli, consisteva nel preparare un tessuto bianco candido partendo solamente da un filo, e costruendo l’intera struttura con nodi, solo ed esclusivamente nodi ed intrecci di filo, centinaia, migliaia, che con la loro struttura componevano la forma ed il disegno che potevano essere dei più vari, tovaglie, tovaglioli, sottobicchieri, scialli, veli, guanti, sottovesti, ma anche veri e propri quadri, da incorniciare ed esibire con orgoglio e come simbolo di censo.

All’epoca il merletto era una vera e propria industria interamente femminile i cui segreti si passavano spesso di madre in figlia e che occupava una percentuale impressionante di donne, sia part time che full time. 

Ida aveva cominciato a lavorare nella produzione di merletti ma aveva presto realizzato di essere più portata per dirigere e coordinare il lavoro piuttosto che nell’eseguirlo perché, a suo stesso dire, le mancava “ea paziensa” (la Pazienza), in compenso, nelle trattative commerciali che necessariamente facevano capo a uomini per i quantitativi più ingenti, Lei esibì immediatamente un talento naturale, qualcosa di unico ed irripetibile.

Ida salì presto nella gerarchia delle donne coinvolte nell’industria del merletto, accumulando sufficiente capitale per trasformarsi in imprenditrice ed essere Lei stessa, caso più unico che raro, a dirigere un personale impero finanziario, una comunità economica al femminile, in cui la cooperazione e la solidarietà tra donne, in quel mondo patriarcale ed ostile, giocava un ruolo tutt’altro che secondario.

Ida imprenditrice non si limitava a “fare soldi”, oggi si direbbe che era una “game changer”, una che cambiava le regole del gioco: aveva acquistato svariate abitazioni, appartamenti contigui, fino ad occupare un’intera “calle” (come vengono chiamate le vie della città da quelle parti), le aveva amalgamate assieme abbattendo muri divisori, e ristrutturate fino alle fondamenta per rispecchiare le esigenze della sua industria e soprattutto quelle delle sue lavoranti: gli ambienti erano ampi e lunghi, per consentire spazio ai telai e per quelle che oggi verrebbero chiamate “isole di produzione”, le cucine erano accessibili e condivise, c’erano stanze riservate a quelle che, essendosi fatto tardi, preferissero non avventurarsi all’esterno in ore buie, o volessero semplicemente un’istante di riposo perché “me baea i oci” (mi ballano gli occhi), delle tate erano disponibili su chiamata qualora apparissero degli “angioetti” (neonati o bambini piccoli portati con se dalle lavoranti), non un singolo uomo era presente, se non temporaneamente per il trasporto dei carichi pesanti e per i costanti lavori di ampiamento e ristrutturazione, e su tutto dominava con garbo, determinazione ed affetto Lei, la Ida.



 

1 Merletti detti a “tomboli” o “fuselli” (vedasi ad es. https://www.youtube.com/watch?v=57gk0XNonek )

Professional World Changer @ I do not mind about Rights, but will prosecute Liars 

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder