
La storia in Breve, di Ida Marsilia:
In un mondo (Chioggia, inizio ‘900) in cui ad ogni donna rispettabile era raccomandato di girare in pubblico con i capelli raccolti e coperti con un velo, un qualcosa di fatto simile all’uso dell’Hijab presso le comunità mussulmane, Ida, fin da giovane, girava a capo scoperto, lasciando libera una bellissima chioma biondo tenue, la testa alta, fiera, sopra un corpo di altezza e bellezza decisamente superiore alla media di allora, la pelle chiara ed immacolata persino a tarda età, gli occhi chiari e penetranti che teneva fissi sul suo interlocutore, chiunque esso fosse, parlava con voce dolce ma con tono fermo, deciso, tutti quelli che l’hanno conosciuta dicono che fosse semplicemente impossibile intimidirla o imbarazzarla, tutt’al più la si poteva far incazzare, e chi lo faceva ne ricordava la reazione composta ma irremovibile ... a vita.
Di umili origini, di nessuna istruzione, all’epoca se avesse seguito le consuetudini, avrebbe semplicemente dovuto cercarsi un marito, magari selezionato e proposto dalla famiglia, un’altra possibilità avrebbe potuto essere, magari per un tempo limitato, il “prestar servizio” in qualcuna delle numerose e fiorenti case di tolleranza, per poi procedere col “piano A”, il marito, recando una apprezzabile dote, magari in un’altra città, lontano da occhi indiscreti, e soprattutto dagli ex clienti.
Un’ultima ipotesi era seguire la “vocazione” e farsi suora, ma questa era di fatto un’ipotesi remota in quanto prima c’erano tutte le ragazze di “buona famiglia” (cioè quelle di censo più elevato e non graziate nella bellezza da madre natura), e per chi non lo era i “controlli” sulla reputazione da parte del clero erano tutt’altro che lievi, una che girava fin da giovane senza alcuna remora nell’esibire la chioma sarebbe comunque stata destinata ad un rifiuto.