
Una delle persone più straordinarie che ho conosciuto nella mia vita ed ho avuto la possibilità di frequentare era una mia parente, si trattava nientemeno della mia bis-nonna, la madre della madre di mio Padre, si chiamava Ida Marsilia.
Nonostante una vita molto intensa (era a capo di un piccolo impero socio-economico, oggi si direbbe che era una imprenditrice tessile), giunta sulla soglia dei 90 anni, quella donna aveva ancora energia da vendere, era lucida più di molte persone giovani, ed il suo amore per i bambini la faceva stravedere per me, il suo unico bis-nipote, purtroppo un maschio, ma la perfezione non è di questa terra.
Passavo molto tempo con lei, parlavamo, giocavamo a carte (è Lei che mi ha introdotto al gioco della briscola) e mi coccolava in tutti i modi, non doveva chiamarmi, ero io a cercarla e a chiedere che mi portassero da Lei.
Quello che era l’amore di un bambino per una (bis) nonna premurosa si è consolidato e rafforzato negli anni, alimentato dall’ammirazione. Quella Titana, sempre onesta e corretta, aveva tuttavia passato la vita facendo esattamente l’opposto di quello che si aspettavano i comuni mortali, violando ogni possibile regola che una “brava ragazza” e poi “brava donna” erano tenute a rispettare in quella società antiquata e rigorosamente patriarcale, e ne era uscita sempre vittoriosa, a testa alta, serena e felice.
Quella Donna adorabile, sempre corretta, gentile ed affettuosa con tutti, si era permessa di fare quello che voleva Lei … SEMPRE … e niente e nessuno era mai riuscito a fermarla, … o a “fargliela pagare”.