MARCO FORNARO

Marco Fornaro

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Benvenuti all’Inferno - IL DARK WORLD - Affettività & Sessualità

2026-06-06 16:44

Marco Fornaro

LITERATURE, MY_STORIES, AAP (Anti Addictions Protocols), The Dark World, WELCOME_TO_HELL,

Benvenuti all’Inferno - IL DARK WORLD - Affettività & Sessualità

è uno strano mondo dove l’amore romantico di fatto non esiste, non viene nemmeno riconosciuto come tale.

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Indice

 

Ci sono rari casi di coppie “normali”, anche per qualche (coppia di) tossicodipendenti di lungo periodo, ma si tratta di mosche bianche, la maggior parte delle “unioni” è “a tempo” (poco) o al massimo “intermittente” … MA … SOPRATTUTTO … è uno strano mondo dove l’amore romantico di fatto non esiste, non viene nemmeno riconosciuto come tale.

Ho descritto per la prima volta questa cosa, all’epoca per me incredibile e dolorosa nel libro dedicato a Miriam, mentre scrivo questo post mi viene in mente un episodio che non ho ancora riportato, ma che forse rende ancor meglio il concetto: Un giorno, all’inizio della nostra relazione, chiedo a Miriam: “ma perché non mi credevi quando ti ho detto le prime volte che ti amavo?”.

La risposta è stata: “pensavo volessi solo prendermi in giro”

E … giuro … non c’era la minima polemica, semplicemente una dichiarazione d’amore nell’ambiente era assolutamente inconcepibile … era “unthinkable” (impensabile) per dirla alla Noam Chomsky!

Anche la sessualità è completamente diversa, ovviamente completamente “incorrelata” all’amore romantico, ma spesso persino alla semplice, “normale” affettività, è vissuta come un qualcosa che fa parte delle “regole del gioco” e funziona più o meno così: Se ci sono contatti ricorrenti tra una Lei, normalmente tossicodipendente, ed un Lui, normalmente spacciatore, il sesso tra i due è un qualcosa che semplicemente avviene, che è dato per scontato.

Molte tossicodipendenti donne, direi la stragrande maggioranza, considerano normale prostituirsi in cambio di droga (anche se danno un altro nome alla cosa e ne possono negare ostinatamente l’evidenza), ma la cosa è più complessa, fa intrinsecamente parte della “mentalità” dell’ambiente, e su questo punto ho un aneddoto stupendo che rende perfettamente l’idea:

Un giorno una giovane ragazza, MOLTO e MULTI tossicodipendente, che qui e nel seguito chiamerò Elisa, si confida con me e mi elenca alcune persone, due Pusher in particolare, con cui aveva normalmente rapporti sessuali, di entrambi parla in modo poco lusinghiero, di uno in particolare mi dice peste e corna.

Elisa mi racconta di avere un lavoro, magari non molto ben pagato, ma che le consentirebbe di procurarsi droga a sufficienza senza ricorrere alla sessualità.

A questo punto sbotto e le chiedo: “ma perché ci fai sesso se NON ne hai bisogno e nemmeno ti piacciono?”

La sua risposta: “Gliela dò perché dopo un pò se lo aspettano”.

Ci ho messo un pò per trovare un senso in quella frase, propongo al lettore la mia interpretazione del concetto che esprime:

Il negare favori sessuali sarebbe un marcare una differenza troppo enorme rispetto al “normale”, qualcosa che escluderebbe Elisa dal “giro”, che prima o poi la emarginerebbe, ci sarebbe persino il rischio di perdere qualche “fornitore”: se TUTTE le tossiche dell’ambiente pagano in modo “ibrido”, e visto che i soldi di certo non mancano, perché continuare a vendere ad una che “non la da?”.

Quindi, espresso con parole mie il concetto suona così: Il “darla ogni tanto” è vissuta come una necessità ESISTENZIALE, o lo fai, o non sei “una di loro” … PUNTO.



 

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